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	<title>Il Software Libero tra Usi, Pratiche e Politiche</title>
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	<description>Blog dei e delle partecipanti al seminario di credito dall&#039;omonimo titolo</description>
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		<title>Il Software Libero tra Usi, Pratiche e Politiche</title>
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		<title>domanda di ricerca: come è possibile assicurare la correttezza delle informazioni in progetti collaborativi come Wikipedia?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francyperuz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa domanda di riceca implica un interrogativo che è stato affrontato su più fronti e da più fonti esperte. Wikipedia è un esempio di enciclopedia online libera, cioè disponibile gratuitamente e di origine collaborativa, che dà la possibilità a chiunque di aggiornare le voci presenti facendo uso di un sistema di modifica e pubblicazione aperto. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=645&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa domanda di riceca implica un interrogativo che è stato affrontato su più fronti e da più fonti esperte. Wikipedia è un esempio di enciclopedia online libera, cioè disponibile gratuitamente e di origine collaborativa, che dà la possibilità a chiunque di aggiornare le voci presenti facendo uso di un sistema di modifica e pubblicazione aperto.<br />
Seguendo la filosofia sottostante al software libero, non è presente in wikipedia nessun tipo di redazione centrale,  le voci vengono redatte da volontari che, oltre che scrivere in toto nuove voci, migliorano quelle già esistenti.  Chiunque può quindi prendere e modificare i codici sorgenti, nel momento in cui una voce viene modificata, il creatore originario di questa viene informato secondo le regole della licenza GFDL.  Inoltre le voci sono controllate dalla comunità supportata da un comitato di amministratori, e le decisioni su contenuto e politiche editoriali sono ottenute tramite il consenso o per votazione. Con consenso si intende tramite discussioni e negoziazione, cercando di raggiungere un punto di vista neutrale ed oggettivo, tuttavia le pagine dedite alla discussione spesso si rivelano fallimentari, così per ricercare il consenso tra gli interessati si utilizzano meccanismi quali i sondaggi. Per quanto riguarda le attività ordinarie, quali ad esempio approvazione o cancellazione di pagine, si ricorre alla maggioranza qualificata (due terzi dei voti), però spesso il conteggio dei voti non assume un’importanza così decisiva in quanto viene sfumato da numerosissimi livelli di partecipazione più o meno decisivi.<br />
Per analizzare così quella che viene definita comunemente correttezza dell informazioni si potrebbero individuare in primis le discussioni negoziali che avvengono su pagine collegate all’enciclopedia, poi tramite questionari elaborati ad hoc da sottoporre ai vari componenti della comunità Wikipedia, e infine agli utenti, per misurare il loro grado di soddisfazione dell’enciclopedia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/645/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=645&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>domanda di ricerca :“Come è possibile che i prodotti Open Source stiano raggiungendo una così ampia diffusione affermando nuovi standard in un mercato dominato dal software proprietario?”</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 19:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>didif13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro interesse di partenza per l’elaborazione di un mini disegno di ricerca è orientato alla comprensione di come i prodotti Open Source siano rilevanti nelle posizioni di mercato differenziandosi dalla filosofia tipica del software proprietario. Abbiamo deciso prima di affrontare questa tematica di operativizzare i concetti “prodotti open source”, “nuovi standard di mercato” e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=641&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro interesse di partenza per l’elaborazione di un mini disegno di ricerca è orientato alla comprensione di come i prodotti Open Source siano rilevanti nelle posizioni di mercato differenziandosi dalla filosofia tipica del software proprietario. Abbiamo deciso prima di affrontare questa tematica di operativizzare i concetti “prodotti open source”, “nuovi standard di mercato” e il concetto di “software proprietario” per comprendere meglio la tematica ed avere una maggiore chiarezza per quanto riguarda gli immaginari sociali ad esse connessi. Abbiamo definito il Software libero/Open Source in contrapposizione al Software proprietario il cui accesso al codice sorgente non è concesso, il fornitore del software mantiene i diritti sul proprio prodotto e vende all&#8217;utente una &#8220;licenza d&#8217;utilizzo&#8221;, temporanea o illimitata, che consente l&#8217;uso del prodotto, ma non implica in nessun modo che l&#8217;utente acquisisca la proprietà del software. Si noti che il mondo dell’open source non coincide con la GPL. Esistono infatti modelli di licenza alternativi (es. la BSD) che prevedono in forme differenti l’apertura del codice sorgente. Nel caso del software proprietario il codice sorgente non è disponibile liberamente e solo raramente viene concesso a pochissimi partner della software-house. L&#8217;avvento dell&#8217;Open Source che, come più volte sottolineato non prevede in assoluto la gratuità del software, sta ovviamente mettendo in discussione tutto il modello economico fin qui adottato dall&#8217;industria del software; di conseguenza si cercherà di capire come il Software libero possa essere una valida alternativa a quello proprietario considerando aspetti di convenienza tecnica/economica ma soprattutto sociale. Per molti anni il modello del Software Libero Open Source ha avuto diffusione soprattutto nel mondo degli sviluppatori e nel settore educational (università, enti di ricerca). È più recente l&#8217;affermarsi di soluzioni Open Source anche presso utenti meno esperti di tecnologia, grazie alla nascita e alla diffusione dei distributori di Software libero/Open Source. A oggi è comunque difficile stimarne con precisione la sua diffusione: se infatti i produttori di software proprietario possono conteggiare il numero di licenze vendute (e, talvolta, stimare il numero di copie illegali in circolazione), nessuno può valutare il numero di installazioni di Software libero/Open Source, non essendoci tracce di acquisto. Ci siamo quindi attivate per un’analisi della letteratura e una panoramica storica del fenomeno Open source mettendo in risalto filosofia e valori di cui è portatrice. Abbiamo poi affrontato la questione della tutela legale del software, prendendo in esame i principali strumenti (es. brevetti) utilizzati in questo ambito. Abbiamo confrontato la visione classica (che vede nell’elevato livello di protezione intellettuale la precondizione fondamentale per stimolare l’innovazione) con la visione dei fautori Open Source (che sottolineano il ruolo fondamentale delle conoscenza pubblica nella produzione di nuove invenzioni). Nella nostra analisi prediligiamo un approccio orientato alla metodologia di stampo qualitativo. Quindi la domanda finale di ricerca si potrà definire così:</p>
<p><em>“Come è possibile che i prodotti Open Source stiano raggiungendo una così ampia diffusione, affermando nuovi standard in un mercato dominato dal software proprietario?”</em></p>
<p>Al fine di rispondere alla domanda di ricerca, le letture del seminario a cui abbiamo fatto maggiormente riferimento sono il testo <em>Copy,Rip,and Burn</em> di <em>D. Berry</em> che ci  ha permesso di contestualizzare il concetto di <em>proprietà</em> nelle varie epoche storiche. L’autore introduce una genealogia dei diritti di proprietà al fine di sottolineare la natura contingente del loro sviluppo e per puntare l’attenzione al fatto che le epoche passate hanno una nozione più ampia di proprietà differente alla moderna focalizzazione “binaria” in riferimento alla proprietà privata e pubblica. Attingendo da differenti lavori l’autore delinea una topologia per giungere ad una migliore comprensione del concetto di “common” attraverso le classificazioni delle “res” del diritto romano. Ciò permette di contestualizzare il software libero/open source che può essere considerato più come una “res universitatis” che come una “res pubblica”. Nel software libero/open source inoltre bisogna sottolineare come manchi il contesto della territorialità. Si tratta di una comunità che si è data una “costituzione”, un gruppo di persone che si è costituito per prendersi cura dell’infrastruttura stessa su cui si basa. A questo proposito utile è la riflessione di <em>Kelty</em> che nel libro <em>Two Bits</em> introduce caratteri e pratiche derivanti dallo sviluppo e diffusione del software libero. L’autore introduce il concetto di “pubblico ricorsivo”, un pubblico organizzato attorno all’abilità di costruire, modificare e mantenere l’infrastruttura stessa a cui dà vita. Un pubblico che è orientato a prendersi cura delle proprie condizioni di esistenza quotidianamente. E’ necessario sottolineare che per Kelty il “<em>pubblico ricorsivo</em>” è tale nel momento in cui forma un potere collettivo indipendente dalle altre forme di potere. Il software non si esaurisce in un insieme di pratiche orientato alla collaborazione e distribuzione di informazioni ma sottolinea come attraverso queste esperienze è possibile un “riorientamento conoscitivo e politico” in grado di intrecciare differenti fattori. Per questo quando parla di “pubblico ricorsivo” l’autore vuole riferirsi a quell’insieme di persone che condividendo lo stesso linguaggio(sia scientifico che colloquiale) riesce non solo ad esprimere determinate visioni in merito ad una problematica, ma è capace di dare un contributo significativo in grado quindi di apportare modifiche concrete al codice o alla tecnologia. Quest’ultima si sviluppa attraverso le pratiche dei suoi stessi partecipanti favorendo la diffusione di un nuovo modello. E&#8217; emblematico sottolineare come questi individui (definiti dall’autore Geeks) non devono necessariamente condividere gli stessi interessi e occupazioni ma grazie alle relazioni che riescono ad instaurare sono in grado di modificare la percezione delle tecnologie, di Internet, del potere. Tutto ciò porta a considerare il Software libero come un sistema tecnico sperimentale collettivo sempre soggetto a continui miglioramenti (“perennemente in beta”). In conclusione il capitolo “<em>The Success of Open Source”</em> di S. Weber permette di focalizzare ulteriormente l’attenzione sul concetto di proprietà del software e di spiegare come i prodotti open source stiano raggiungendo una sempre maggiore diffusione. Weber scrive che “la <em>proprietà </em>nell’open source si configura fondamentalmente attorno al diritto di <em>distribuire</em> e non di escludere”. Nelle GPL dei programmi open source tutti hanno l’autorizzazione ad utilizzare, modificare o rivedere il codice sorgente di qualsiasi programma open source se il programmatore rende il nuovo programma a disposizione della comunità sotto la stessa licenza. Il codice può essere quindi studiato da qualsiasi individuo al fine di essere ottimizzato. Il sistema è trasparente in quanto molte persone lavorano a nuove soluzioni e i cambiamenti possono essere effettuati in modo più rapido ed efficace e le nuove caratteristiche possono essere immediatamente testate, integrate e infine condivise. Si tratta di una filosofia innovativa basata sul concetto di Copyleft che si contrappone in modo netto a quello di Copyright. Weber cerca di spiegare quali sono i motivi che spingono alcuni programmatori a contribuire con la propria conoscenza allo sviluppo di sistemi software sofisticati senza ricevere alcun compenso di carattere monetario.  <em>E. Raymond</em> analizza a questo proposito il coordinamento nella produzione di software in 2 ottiche differenti: la prima utilizzata dai produttori di software proprietari (modello a cattedrale) che non rilasciano il codice sorgente e una revisione del programma può richiedere anni, la seconda utilizzata dai produttori di software liberi (modello a Bazaar) che consente a ogni utente di modificare il programma se lo desidera: ciò permette un rapporto paritario tra utilizzatori e programmatori che ben si adatta alla filosofia del software libero. Lo sviluppo è infatti decentralizzato e non sussiste una rigida suddivisione dei compiti e questo permette di ottenere risultati più efficaci e soddisfacenti sotto la totalità dei punti di vista. Linux e Apache sono solo 2 principali esempi di programmi open source che sono stati creati da molti sviluppatori attraverso modalità non strutturate grazie al potere cooperativo dei membri di tutto il mondo. Questi sono solo alcuni dei principali argomenti che fanno la fortuna dell’Open Source che può essere definito come un esperimento di portata rivoluzionaria non solo in campo economico ma soprattutto in campo socio-culturale.</p>
<p>D.F. C.G.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/641/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=641&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Domanda di ricerca approfondita: Quali possono essere le applicazioni dell’immaginario sociale della filosofia open source nella fruizione gratuita di file musicali? L’esempio di Community Audio.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 07:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicodeu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[domanda di ricerca approfondita]]></category>
		<category><![CDATA[nicolò de uffici]]></category>

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		<description><![CDATA[Per creare e sviluppare la mia analisi che parte dalla domanda di ricerca su quali sono le applicazioni dell&#8217;immaginario sociale della filosofia Open Source, l&#8217;esempio di community audio andrei nello specifico dell&#8217;analisi e osserverei in dettaglio come funziona e quali sono le sue potenzialità ma nello stesso tempo i suoi limiti. L&#8217;osservazione di Community Audio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=636&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:small;">Per creare e sviluppare la mia analisi che parte dalla domanda di ricerca su quali sono le applicazioni dell&#8217;immaginario sociale della filosofia Open Source, l&#8217;esempio di community audio andrei nello specifico dell&#8217;analisi e osserverei in dettaglio come funziona e quali sono le sue potenzialità ma nello stesso tempo i suoi limiti.</span></p>
<p><span style="font-size:small;">L&#8217;osservazione di Community Audio è realizzata attraverso la visione del rimando ad Internet Archieve; dal sito Internet Archieve si può osservare che Community Audio fa parte di un progetto in cui si vuole archiviare su internet diversi tipi di file, dalla musica ai libri, dalle immagini ai video. Quindi community audio vuole esser uno strumento per la condivisione e soprattutto un “archivio virtuale” dove immagazzinare materiale per le generazioni presenti e futuro. Può esser utile in questa chiave l&#8217;ausilio di due opere analizzate durante il seminario: “The Sucess of Open Source” e </span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">“</span></span></span><a href="http://it.wordpress.com/tag/the-internet-as-a-library-of-people-for-a-cyberethnography-of-online-groups/"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:'Times New Roman', serif;"><span style="font-size:small;">The Internet as a Library-of-People: For a Cyberethnography of Online Groups&#8221;</span></span></span></a> <span style="font-size:small;">; il primo perchè così posso sottolineare come, la filosofia open source, in questo caso possiamo parlare di open content (opera a contenuto libero), può rivelarsi un&#8217;ottima pratica per poter condividere e fruire di contenuti musicali. La seconda opera può servirmi per notare analogie con le comunità virtuali; in questo caso Internet Archieve ha una sua sede fisica ma comunque realizza un qualcosa che vede come parte importante l&#8217;apporto di utenti sparsi per il mondo, in zone geograficamente lontane. Come si può osservare però, Community Audio presenta un limite: esso archivia musica con lo scopo di conservarla come una biblioteca, in questo caso virtuale. E&#8217; quindi difficle, se non impossibile trovare musica recente e poterla scaricare; infatti la musica presente su questo sito si può ascoltarla in streaming e non può essere modificata o riprodotta con altro supporto se non quello offerto dal sito. Questo è un primo limite da me riscontrato.</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span><span style="font-size:small;">Successivamente, per rendere interattiva la mia ricerca, mi piacerebbe contattare gli sviluppatori di questo sito e porre alcune domande attraverso questionario, come ad esempio, qual&#8217;è il target standard di persone che contribuiscono a mantenere vivo Internet Archieve e quali sono i principali users del sito.</span></p>
<p>Nicolò De Uffici</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/636/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=636&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>disegno di ricerca: quali garanzie legali sono offerte a chi divulga  il proprio lavoro secondo uno schema Open Source?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 13:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mitabobo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di ricerca: quali garanzie legali sono offerte a chi divulga il proprio lavoro secondo uno schema Open Source?]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo lavoro vanno principalmente considerate le conoscenze pregresse di coloro che si sono posti la domanda e vogliono conseguire ad un risultato. Va considerato in secondo luogo il significato della domanda o ricerca stessa, cioè a cosa si vuole arrivare considerando un metodo di lavoro valido per tutti noi ricercatori. Consideriamo anche cosa voglia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=623&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo lavoro vanno principalmente considerate le conoscenze pregresse di coloro che si sono posti la domanda e vogliono conseguire ad un risultato. Va considerato in secondo luogo il significato della domanda o ricerca stessa, cioè a cosa si vuole arrivare considerando un metodo di lavoro valido per tutti noi ricercatori. Consideriamo anche cosa voglia dire &#8220;uno schema di lavoro Open Source&#8221;. Va anche considerato il fatto che ogni ricercatore può avere o meno una visione soggettiva di quanto richiesto ed è per questo che bisogna condursi ad un&#8217;idea pressoché  comune. Iniziando a contestualizzare la domanda di ricerca dobbiamo capire a cosa ci stiamo riferendo, dove è svolta la ricerca e quali sono i mezzi a disposizione dei ricercatori. Per quanto concerne il luogo non ci sono dubbi perché  in origine la domanda si rifaceva all&#8217;Italia, in Italia, in generale,c&#8217;è una legislazione che si è ben sviluppata negli anni,mentre per quanto concerne la cosa che stiamo analizzando ritengo si possa estrapolare dalla domanda di ricerca. Invece diventa più impegnativo la parte che riguarda i mezzi, o anche altri aspetti, li si può concentrare maggiormente la parte del lavoro; lo sviluppo dei mezzi e l&#8217;utilizzo di questi porterà poi ad un esito della ricerca successivo ad un processo di stesura e costruzione della ricerca stessa. Tra i mezzi potremmo utilizzare una ricerca accurata della legislazione italiana in materia di Open Source, ricerca che può avvenire mediante metodi diversi su materiali che possono essere gli stessi. Dobbiamo cercare di capire come vengono legittimamente protetti in Italia i diritti degli autori del software Open Source e che cosa potrebbe succedere se questo dovesse procurare danni a terzi. Ad esempio posso prendermi cura di un articolo del codice civile sia mediante l&#8217;utilizzo di internet che sfogliando le pagine del codice civile stesso. Ai fini della ricerca possiamo anche utilizzare concetti e valori affrontati nelle letture proposte.  Per quanto riguarda il processo di costruzione della ricerca ritengo fondamentale un confronto, una continua comunicazione tra i vari ricercatori, i quali possono aver considerato la ricerca intera nel proprio lavoro o solo parti di essa. Questo confronto diventa fondamentale nel momento in cui la conoscenza di un ricercatore può integrare il lavoro dell&#8217;altro completando il lavoro rendendolo migliore e meno criticabile dall&#8217;esterno.</p>
<p>Ventimiglia Matteo    </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/623/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=623&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>DOMANDA DI RICERCA: “Come studenti e studentesse possono rilasciare un’opera con una licenza libera?”</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 11:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martygro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[DOMANDA DI RICERCA: “Come studenti e studentesse possono rilasciare un’opera con una licenza libera?”]]></category>

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		<description><![CDATA[DOMANDA DI RICERCA: “Come studenti e studentesse possono rilasciare un’opera con una licenza libera?” Dovendo collegare degli elementi di una categoria di persone non professioniste, in questo caso gli studenti e le studentesse dell’Università di Trento, si ha la necessità di porsi alcune domande relative ai cosiddetti “valori” sociali che possono avere gli studenti o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=630&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DOMANDA DI RICERCA: “Come studenti e studentesse possono rilasciare un’opera con una licenza libera?”<br />
Dovendo collegare degli elementi di una categoria di persone non professioniste, in questo caso gli studenti e le studentesse dell’Università di Trento, si ha la necessità di porsi alcune domande relative ai cosiddetti “valori” sociali che possono avere gli studenti o le studentesse. Bisognerebbe cercare di capire cosa realmente gli studenti/esse sanno e conoscono dell’argomento e a quali studenti specificatamente interesserebbe rilasciare un’opera a contenuto libero e perché. L’analisi non è semplicemente ridotta ad una descrizione dettagliata del nostro focus. Dovremmo cercare di capire e approfondire il contesto di ogni studente/essa. Dietro ad ogni contesto ci sono diverse risposte che riguardano il soggetto che esaminiamo. L’osservazione è fondamentale in questa fase ma è rilevante in tutto il processo di analisi. Successivamente dobbiamo focalizzarci meglio su cosa noi, ricercatori, vogliamo analizzare. Dobbiamo percepire chiaramente le nostre intenzioni e capire realmente su quale parte del contesto, relativo ai soggetti in analisi, dobbiamo concentrarci nell’iniziare a raccogliere risposte utili alla nostra ricerca. Bisognerebbe indagare su un campione significativo di studenti e scegliere nello specifico in quale facoltà indirizzare la ricerca. Per un campione più omogeneo forse sarebbe il caso di prendere in esame un numero di studenti e studentesse uguale per ogni facoltà. Bisognerebbe anche indagare rispetto alla tematica di genere perché può essere che cambi l’interesse rispetto l’argomento. Sarebbe, quindi opportuno, prendere in esame un campione equamente suddiviso tra studenti e studentesse.<br />
La metodologia più adatta, a nostro avviso, è la somministrazione di un’intervista strutturata, che attraverso delle domande chiare e dirette ci fa raccogliere delle informazioni interessanti per la nostra ricerca.<br />
A questo punto occorre concentrarsi su un terzo step di ricerca, ovvero, quello del “processo”. In questo step, noi ricercatori, necessitiamo di uno spazio di confronto che è fondamentale per dare una maggiore attendibilità alla ricerca.<br />
Rispetto a questa prima parte della ricerca viene molto utile collegarsi alla prima lettura relativa all’immaginario sociale dei geeks (es. il punto di vista ipotetico dei geeks rispetto ad un’opera con una licenza aperta). Potrebbe essere utile creare un collegamento di “confronto” tra quello che pensiamo noi, studenti non professionisti, e quello che pensano, secondo noi, i geeks. Dovremmo cercare di rendere “utili”, operativi tutti concetti e idee a nostra disposizione.<br />
Sucessivamente, dovremmo operativizzare la seconda parte della domanda, ovvero, cos’è un’opera con una licenza aperta. Concentrandoci prima sul concetto di opera, come contenuto, creazione e, poi sul significato di licenza aperta. Cosa vuol dire nello specifico “licenza aperta”? Come faccio ad ottenerla? Quali diritti e limiti ho in quanto studente/studentessa?<br />
Più domande mi pongo e più esaustiva sarà la mia ricerca.<br />
In una ricerca risulta molto rilevante la categorizzazione e la classificazione dei dati. Classificare i dati, dopo una precisa e scrupolosa categorizzazione, mi permette di creare nuove connessioni e nuovi “punti di partenza” per altri dati.<br />
Debora Rodighiero<br />
Martina Grotto</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/630/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=630&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>analisi qualitativa dei dati Ian Dey</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 10:59:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martygro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[analisi qualitativa dei dati Ian Dey]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capitolo 3 di Ian Dey parla dell’analisi qualitativa dei dati. Si tratta di un processo di risoluzione dei dati nei suoi componenti fondamentali, per rivelare la struttura i suoi elementi caratteristici. Lo scopo dell’analisi è non solo descrivere i dati, ma anche descrivere gli oggetti o eventi cui i dati si riferiscono. I per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=595&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitolo 3 di Ian Dey parla dell’analisi qualitativa dei dati.<br />
Si tratta di un processo di risoluzione dei dati nei suoi componenti fondamentali, per rivelare la struttura  i suoi elementi caratteristici.<br />
Lo scopo dell’analisi è non solo descrivere i dati, ma anche descrivere gli oggetti o eventi cui i dati si riferiscono. I per giungere poi alla<br />
Secondo l’autore l’analisi qualitativa deve essere un fenomeno circolare caratterizzato dalla descrizione dei dati per giungere poi alla connessione e alla classificazioned ei dati.<br />
L’analisi qualitativa si compone di alcuni processi indispensabili:<br />
-	descrizione ampia e approfondita del fenomeno oggetto di studio;<br />
-	la necessità di tenere conto dei contesti che sono importanti per collocare l’azione e cogliere la sua più ampia importanza storica e sociale;<br />
-	intenzioni, ossia il fatto che l’analisi qualitativa è interessata a come gli attori definiscono le situazioni e a spiegare i motivi che regolano le loro azioni;<br />
-	l’idea di processo che è legata all’idea del cambiamento e le circostanze, condizioni, meccanismi attraverso cui il cambiamento avviene. Il processo non implica necessariamente il progresso verso una conclusione, ma semplicemente un cambiamento significativo nel modello degli eveni.<br />
-	Classificazione, che è la chiave del processo e costituisce le fondamenta concettuali su cui si basano interpretazione e spiegazione; senza classificare i dati non c’è modo di sapere in che cosa consista l’azione.<br />
-	Individuare le connessioni sostanziale che sussistono tra i vari concetti. Un metodo comune è costituito dall’identificazione delle associazioni che sussistono tra differenti variabili</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/595/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=595&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>analisi qualitativa di Ian Dey</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 14:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mitabobo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il capitolo 3 del testo di Ian Dey tratta il concetto di analisi qualitativa. Prima di tutto si sofferma sulla spiegazione del termine analisi, da una sua origine etimologica, al suo sviluppo ed utilizzo; ne tratta quali sono gli elementi caratteristici e la struttura che assume con lo scopo di darci chiarezza sui fenomeni che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=625&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitolo 3 del testo di Ian Dey tratta il concetto di analisi qualitativa. Prima di tutto si sofferma sulla spiegazione del termine analisi, da una sua origine etimologica, al suo sviluppo ed utilizzo; ne tratta quali sono gli elementi caratteristici e la struttura che assume con lo scopo di darci chiarezza sui fenomeni che accadono. Nell&#8217;analisi qualitativa si da si risalto alla descrizione, a tal fine esistono diversi mezzi, ma assume importanza anche l&#8217;interpretazione dei fenomeni e di quanto accade. L&#8217;autore passa poi in rassegna i passi che sviluppa l&#8217;analisi qualitativa: il contesto che è soggettivo in base alla posizione che uno può assumere; l&#8217;intenzione, cioè a quale aspetto dell&#8217;analisi vogliamo dare importanza in base anche al contesto in cui siamo; il processo fatta di più azioni svolte da più interpreti, l&#8217;idea del processo è legata all&#8217;idea di cambiamento che avviene e condiziona l&#8217;analisi. L&#8217;analisi dei cambiamenti ci porta nel tempo a raggiungere una descrizione dinamica degli avvenimenti. Una questione importante secondo l&#8217;autore è la classificazione dei dati che appartiene all&#8217;analisi, è cruciale per l&#8217;analisi, e dovrebbe esser condotta al fine di raggiungere obiettivi che la ricerca si pone. Durante la ricerca si tende al fatto che i dati possano essere disponibili e che questi possano esser organizzati per poter giungere poi ad una comparazione.  Un altro punto fondamentale sta nell&#8217;individuazione di connessioni tra i vari concetti ed un metodo chiaro è legato all&#8217;individuazione di differenti variabili. Infatti dopo aver classificato i dati questi possono essere analizzati mediante la statistica e tra l&#8217;altro mediante l&#8217;esistenza di regolarità che non è la prova che esiste una connessione, a tal fine servono lo sviluppo di altri valori. Importante è anche l&#8217;utilizzo grafico nell&#8217;analisi qualitativa. In conclusione posso dire che l&#8217;autore descrive chiaramente ciò che intende per analisi qualitativa sviluppando vari aspetti e facendomi riscontrare i pareri e le conoscenze pregresse su questo tema in contrapposizione con l&#8217;analisi quantitativa.</p>
<p>Ventimiglia Matteo</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/625/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=625&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cap 3. “What is qualitative analysis?”</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 13:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>drodighiero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa vuol dire analisi? Come si fa? Aqueste domande viene data una risposta esaustiva all&#8217;interno di questo capitolo. Secondo l&#8217;autore, analizzare significa andare oltre una mera descrizione; si cerca di approfondire ed interpretare i dati, collegantoli tra loro e classificandoli in base ad un&#8217;attenta osservazione. L&#8217; analisi non è semplicemente ridotta ad una descrizione dettagliata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=620&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa vuol dire analisi? Come si fa? Aqueste domande viene data una risposta esaustiva all&#8217;interno di questo capitolo. Secondo l&#8217;autore, analizzare significa andare oltre una mera descrizione; si cerca di approfondire ed interpretare i dati, collegantoli tra loro e classificandoli in base ad un&#8217;attenta osservazione. L&#8217; analisi non è semplicemente ridotta ad una descrizione dettagliata di alcuni oggetti in base a dei dati o viceversa (processo deduttivo e induttivo). Se ci focalizziamo soprattutto su l&#8217;analisi qualitativa ci sono vari steps che vanno seguiti. Il primo step importante che, secondo l&#8217;autore, va seguito è il &#8220;contesto&#8221;, esistono numeosi contesti ed ogni contesto ha un significato ben preciso collegato però alla soggettività di ogni suo osservatore. Come secondo step troviamo &#8220;l&#8217;intenzione&#8221;, ovvero l&#8217;idea che ha in mente ogni singolo ricercatore che corrisponde a cosa vuole analizzare; il ricercatore si focalizza su una parte precisa del contesto. Terzo step è il &#8220;processo&#8221;, un momento in cui i diversi ricercatori confrontano le loro idee e dove numerose interpretazioni e numerosi contesti vengono in relazione. Questa fase è collegata all&#8217;idea di cambiamento, dove un pensiero e un idea possono subire delle modificazioni in base a diverse circostanze. Un punto molto importante nell&#8217;analisi qualitativa è la &#8220;classificazione&#8221; che avviene di pari passo con la &#8220;categorizzazione&#8221;. In questa parte l&#8217;autore riporta la metafora del puzzle, ovvero, se voglio costruire un puzzle devo prima analizzare ogni singolo pezzo. Questi singoli pezzi, vengono da me analizzati e categorizzati con un determinato significato. Classificare i dati, dopo una precisa e scrupolosa categorizzazione, mi permette di creare nuove connessioni e nuovi &#8220;punti di partenza&#8221; per altri dati. Nell&#8217;analisi qualitativa è molto importante creare connessioni, collegamenti (mi ricollego mentalmente alla Grounded Theory che è l&#8217;essenza più estrema dell&#8217;analisi qualitativa). Penso che la lettura di questo capitolo sia stata scelta proprio per aiutarci nel disegno della ricerca da preparare per questa settimana. La ricerca qualitativa a differenza di quella quantitativa ha molte più variabili latenti da considerare e non è facile per un ricercatore inesperto fare ricerca qualitativa e ottenere precocemente una buona interpretazione.</p>
<p>Debora Rodighiero</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/usipratichepolitiche.wordpress.com/620/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=620&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>What is qualitative analysis?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 10:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francyperuz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capitolo analizza ed esplica cosa sia l’analisi qualitativa. Partendo dalla definizione del processo di analisi, visto come una riduzione nelle sue parti fondamentali per mostrarne lo scheletro e l’essenza, la tesi portante del capitolo è quella di evidenziare come lo scopo dell’analisi non sia solo quello di scrivere dati ma anche di descrivere oggetti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=613&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il capitolo analizza ed esplica cosa sia l’analisi qualitativa. Partendo dalla definizione del processo di analisi, visto come una riduzione nelle sue parti fondamentali per mostrarne lo scheletro e l’essenza, la tesi portante del capitolo è quella di evidenziare come lo scopo dell’analisi non sia solo quello di scrivere dati ma anche di descrivere oggetti o eventi a cui i dati si riferiscono. Analisi è quindi interpretazione, cercando di trasformare quelli che sono i dati più evidenti in risultati che vanno oltre quella che è la descrizione iniziale. La descrizione è la base per l’analisi, anche se nelle scienze positive viene considerata scientificamente poco rilevante, nell’analisi qualitativa è necessaria per sviluppare descrizioni approfondite dell’oggetto di studio.<br />
Il ruolo invece che gioca il contesto è fondamentale per la collocazione dell’azione nel suo ambiente storico e sociale. Il significato di un’azione può essere trasmesso correttamente solo se il contesto viene capito. Tuttavia i contesti possono essere molteplici, quindi in questi casi è necessario salire ad un livello di interpretazione più profondo che tratti con il contenuto più implicito del messaggio a livello di comunicazione collegato ai determinati contesti.  Inoltre, a complicare la situazione che viene descritta si intromette la negoziazione del significato da parte del mittente e del destinatario, sempre mediato dal contesto di mediazione e di azione dei due attori. È necessario quindi non cadere in errori di attribuzione di significato da un lato e non ridurre il significato dell’azione ad una questione prettamente personale. L’attore si comporta sì, come attore razionale da un lato, ma anche e soprattutto come attore sociale dall’altro, dettato da pulsioni, istinti, appetiti, collocabili solo in un contesto influenzato da altri attori sociali.<br />
La terza caratteristica che viene citata nel testo è quella dell’orientamento al processo dell’analisi qualitativa, nel senso che i dati sono descrittivi di azioni sociali che si sviluppano in una successione di azioni ed eventi in cui gli attori sono impegnati. L’analisi quindi il più delle volte procede pari passo con la raccolta dei dati, piuttosto che iniziare nel momento del completamento di quest’ultima. Il metodo notoriamente più conosciuto per analizzare i dati in questo senso è quello delle note di campo, dell’osservazione partecipante, più atta a cogliere una dinamica degli eventi. Viste le descrizioni in questi termini dell’analisi qualitativa si può quindi definirla come caratterizzata da una funzione integrativa. Tuttavia i dati danno solo una base per l’analisi ma non la determinano: per interpretare dei dati è necessario sviluppare strumenti concettuali attraverso cui comprendere il significato dell’azione sociale e di come le azioni interagiscano tra di loro. È necessario quindi individuare una classificazione dell’azione, come chiave del processo, su cui basare l’interpretazione e la spiegazione.  Anche se i dati perdono la loro forma originale diventano più utili per l’analisi perché possono essere organizzati in categorie. Classificare i dati permette in questo modo di mostrare anche quali siano i confini tra loro, i limiti che definiscono le categorie si basano su un concetto sottostante utile sia per il raggruppamento che per il confronto.<br />
In questo modo si possono identificare regolarità ed eccezioni che aiutano a stabilire connessioni logiche tra le categorie che possono poi essere classificate in modelli di dati per un’analisi più approfondita. Una volta riscontrate le regolarità, che sono utili fino ad un certo punto per l’analisi si può passare a quella che è l’analisi delle funzioni, le quali emergono dallo studio della struttura sociale, dei ruoli degli attori, dalle loro diverse identità, ma anche dalle istituzioni che creano una rete di rapporti di interdipendenza tra gli attori. Le azioni dei soggetti possono così essere influenzate da eventi, contesti e circostanze, venendo sottoposte ad una varietà di opportunità e vincoli che riflettono le loro diverse identità e ruoli. In questo modo viene creato un effetto decisivo di riduzione o creazione delle capacità di azione.<br />
L’analisi dei dati che viene compiuta rifletterà intuizioni o ipotesi che formano la tipologia della ricerca. La classificazione che viene fatta, le connessioni che vengono sviluppate servono ad estrarre una visione globale dei dati, che, da un insieme di parti logicamente interconnesse, alla fine unite costituiscono un insieme. Per elaborare in modo completo la ricerca si tratta quindi di gestire correttamente e di unire logicamente il processo di scoperta e con quello di valutazione in modo da adeguare i dati a ciò che si ricerca o che si scopre concettualizzandoli in modo sensato. L’obiettivo finale è quindi quello di presentare un resoconto dell’analisi che sia intellegibile, coerente e valido.<br />
L’esplicitazione di quella che è un’analisi qualitativa che viene fatta in questo capitolo è decisamente semplificata ma molto esauriente. È intenzionata a sottolineare come in realtà il mondo sociale non sia costituito da significati palesi e scontati e che uno studio più approfondito è necessario per trascendere il senso comune e per spiegare come siano le azioni dense di significato degli attori a creare l’infrastruttura sociale. La valenza critica del ricercatore è fondamentale nel guardare e poi esaminare il mondo sociale, indispensabile per non soffermarsi solo alle regolarità esteriori che confermano certezze che in realtà possono non essere certe.</p>
<p>francesca peruzzo</p>
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		<title>Mini disegno di ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 15:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pancialry</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro interesse di partenza per l’elaborazione di un mini disegno di ricerca è orientato alla comprensione di come i prodotti Open Source siano rilevanti nelle posizioni di mercato differenziandosi dalla filosofia tipica del software proprietario. Abbiamo deciso prima di affrontare questa tematica di operativizzare i concetti “prodotti open source”, “nuovi standard di mercato” e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=usipratichepolitiche.wordpress.com&amp;blog=3547472&amp;post=610&amp;subd=usipratichepolitiche&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro interesse di partenza per l’elaborazione di un mini disegno di ricerca è orientato alla comprensione di come i prodotti Open Source siano rilevanti nelle posizioni di mercato differenziandosi dalla filosofia tipica del software proprietario. Abbiamo deciso prima di affrontare questa tematica di operativizzare i concetti “prodotti open source”, “nuovi standard di mercato” e il concetto di “software proprietario” per comprendere meglio la tematica ed avere una maggiore chiarezza per quanto riguarda gli immaginari sociali ad esse connessi.</p>
<p>Abbiamo quindi fatto un’analisi della letteratura e una panoramica storica del fenomeno Open source mettendo in risalto  filosofia e valori di cui è portatrice. Abbiamo poi affrontato la questione della tutela legale del software, prendendo in esame i principali strumenti (es. brevetti) utilizzati in questo ambito.  Abbiamo confrontato la visione classica (che vede nell’elevato livello di protezione intellettuale la precondizione fondamentale per stimolare l’innovazione) con la visione dei fautori Open Source (che sottolineano il ruolo fondamentale delle conoscenza pubblica nella produzione di nuove invenzioni).</p>
<p>Quindi la domanda finale di ricerca si potrà definire così:</p>
<p><em>“Come è possibile che i prodotti Open Source stiano raggiungendo una così ampia diffusione, affermando nuovi standard in un mercato dominato dal software proprietario?”</em></p>
<p>Tra le letture fino qua poste alla nostra analisi, sicuramente quelle maggiormente che ci hanno interessato sono “The Success of Open Source” di Steven Weber che analizza il concetto del software proprietario; secondariamente abbiamo il testo di Two Bits che ci parla del pubblico ricorsivo e dell’immaginario sociale dei geek, ed infine il testo di Berry che ci mostra l’evoluzione del concetto di proprietà secondo tutte le sue sfumature.</p>
<p>D.F. e C.G.</p>
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