Secondo Saggio, The Success of Open Source, Steve Weber
Steve Weber affronta nel suo saggio l’importanza del successo delle Open Source, quali sono le sue caratteristiche, le sue problematiche e le sue potenzialità.
Il libro si occupa principalmente della proprietà, che nel caso delle Open Source, indica la proprietà legata a diritti e doveri. Steve Weber parla della proprietà come diritto di esclusione di qualcosa che mi appartiene. La proprietà nelle open source è invece legata al diritto di distribuire, ovvero, non è una proprietà che si basa sul fatto che si esclude qualcuno dall’utilizzo di un’artefatto ma sul fatto che la proprietà si basa sulla possibilità libera di distribuire questo senza vincoli legali.
Il concetto di free, che dall’inglese viene tradotto in gratuito, nel saggio è inteso come libertà, nel senso di libertà di utilizzo.
Per spiegare il concetto di libero, di proprietà viene utilizzato l’esempio della Coca-Cola nel saggio.
Le open source, per essere definite tali, devono avere tre caratteristiche essenziali:
1.il codice sorgente dev’essere distribuito insieme al software
2.chiunque può redistribuire il software.
3.Chiunque può modificare il software e redistribuirlo con le modifiche apportate.
La mancanza di una di queste caratteristiche non permette l’esistenza dell’open source.
Nel proseguo del saggio, l’autore parla di altre problematiche relative alle open source e al loro futuro che sembra in continua espansione. Weber si sofferma sull’economia politica delle open source e si interroga su tre principali temi: la motivazione (perché una persona dovrebbe creare, sforzarsi e utilizzare risorse mentali per un prodotto che non viene remunerato?), il coordinamento (perché queste persone devono sforzarsi e indirizzare le loro capacità e il loro prodotto verso un obiettivo condiviso?) e la complessità (qual’è il motivo per cui queste persone creano qualcosa di complesso e lo condividono con altri?).
Secondo me, il fenomeno delle open source è importante per diversi motivi: intanto rompe l’oligopolio delle società informatiche e da la possibilità di scegliere (una sorte di libero arbitrio nell’era informatica) tra l’installazione di programmi, sistemi operativi diversi, senza esser costretti a pagare grosse somme di denaro per usufruire di questi servizi (esempio Open Office che da la possibilità di scrivere documenti, fogli di calcolo ecc. senza dover pagare la licenza d’utilizzo). Inoltre questo modello, che dà libero accesso e la possibilità di modificare liberamente senza vincoli di proprietà intellettuale un software, è applicabile al campo dell’informatica, o meglio, trova un’applicazione vincente solo nell’informatica. In alcuni casi infatti si vede nel fenomeno dell’open source la politica che si vorrebbe vedere, come afferma Weber, una fantasticheria libertaria, una meritocrazia perfetta, un utopista ‘cultura del dono’. Per me è difficile pensare all’applicazione di questo tipo di organizzazione in altri campi, sociali e/o economici e ottenere gli stessi risultati.
l’autore nel suo saggio ” The Success of Open Source” tratta le qualità, le peculiarità e le difficoltà di Open Source.
Steven Weber si concentra inizialmente sulle proprietà di Open Source ma con questo termine proprietà inteso diversamente. Egli intende per Open Source una proprietà che si realizza nel diritto di distribuire e dare agli altri, quindi una proprietà che si concentra sulla possibilità di cedere a terzi senza alcun vincolo legale. Nel suo saggio al paragrafo ” The Analytic Problem of Open Source” l’autore utilizza della ” Coca Cola” per spiegare il concetto di proprietà e di free inteso come libertà di utilizzo.
Le regole di Open Source sono facili, e si presentano apparentemente come una ” Carta dei diritti dell’utente del software”:
1.l’utente ha il diritto di accesso al codice originale e completo del software che utilizza;
2.ha il diritto di modificare il software, anche per creare nuovi programmi;
3.ha il diritto di fare copie del programma originale e di distribuirle, anche a pagamento.
Se dovesse venire a mancare una di queste condizioni,non ci sarebbe Open Source.
continuando la lettura del saggio, l’autore presta attenzione ad alcuni topic legati ad Open Source e più precisamente all’economia politica di Open Source concentrandosi su tre aree principali: a) motivazione degli individui a creare pensare e sviluppare Open Source senza alcuna remunerazione. b) cordinamento, chiedendosi perchè più individui debbano lavorare e far convogliare le proprie capacità verso un obiettivo condiviso. c) complessità, perchè creare qualcosa di complesso da diffondere a terzi?
Ora i software Open Source più diffusi sono Firefox, OpenOffice, Vlc,ecc. Importanti da ricordare sistemi operativi come Android, BSD, GNU i cui autori contribuirono alla diffusione del movimento Open Source. Legato alla mentalità di Open Source vi è open content il quale permette la libertà di entrare in consultazione ed in possesso di nuove conoscenze mediante testi, immagini, musiche e filmati. Ad esempio Wikipedia è un chiaro esempio di quanto appena detto ed è un chiaro esempio personale nel momento in cui mi servono nozioni nuove o solo per l’intersse di scoprire nuove realtà.