Dal primo incontro
Oggi abbiamo tenuto il primo incontro del seminario “Il Software Libero tra Usi, Pratiche e Politiche”.
È stato delineato come il seminario si occuperà della relazione tra persone e cose nel sociale, con particolare attenzione alla relazione di proprietà legata al software, e come essa coinvolga uso della cosa, pratiche di produzione e politiche.
Le prossime cose da fare sono:
- inviarmi un’email con il vostro indirizzo e l’username wordpress (se ne avete uno, se no createlo per cortesia), in modo da essere aggiunt* come autori e autrici di questo blog
- nel costruire un post si suggerisce di indicare tramite i “tag” il vostro nome, la data dell’incontro a cui si fa riferimento, e la lettura a cui ci si riferisce
- recuperare il capitolo 1 o l’introduzione di Two Bits, di Christopher Kelty, da leggere e commentare per la prossima settimana
Si ricorda che il lavoro svolto sul blog, settimanale e con un post di commento finale, sostituisce l’elaborato finale.
A presto
Maurizio
Update – Sui Post
Mi è stato chiesto cosa intenda per commenti settimanali alle letture, ovvero per “post”. Non c’è una indicazione precisa su lunghezza, stile, etc… le uniche cose che mi interessano concretamente sono alcuni aspetti contenutistici, ovvero:
- un’indicazione dell’interpretazione dell’autore della relazione tra software e persone
- a quale tipo di interrrogativo l’autore vuole rispondere
- cosa l’autore dice su usi, pratiche di sviluppo e relazioni politiche (se dice qualcosa)
A presto
Maurizio
Update 2 – Ancora Sui Post
Per un errore avevo aggiunto i primi e le prime di voi come “contributor” e non come “author”, pertanto era impossibile scrivere nuovi post a vostro nome. Il mio suggerimento concreto è che scriviate i vostri post su questo blog, a vostro nome, e che segnaliate come tag la data dell’incontro a cui vi riferite nel post, il titolo della lettura e il vostro nome.
A presto
Maurizio
L’autore fornisce come presentazione il quadro generale di quello che è il software libero e dell’enorme comunità di individui che si adopera per migliorarlo. Ci sono diversi punti su cui l’autore si sofferma, in primis preme su come questo tipo di software non violi le logiche economiche e i principi di proprietà privata e di autonomia nonostante l’apertura del codice sorgente. Il vero punto focale però è il coordinamento e la condivisione di informazioni a cui migliaia di persone partecipano online, è l’unione virtuale di persone, posti, oggetti e modelli provenienti da tutto il mondo. Il software libero è, più meno ingenuamente, promotore di valori sociali di condivisione equa, di liberalizzazione della proprietà privata, di accessibilità indiscriminata e di gratuità all’accesso alla conoscenza. È proprio quest’ultimo concetto di accesso all’informazione e alla conoscenza che descrive il software libero come medium informativo, da un lato perché supportato da internet, usato come piattaforma per l’open source, dall’altro per le due caratteristiche che lo descrivono, adattabilità e disponibilità, che portano il software libero a poter essere trasformato per l’utilizzo in nuovi contesti, con fini diversi, garantendo gli stessi diritti per tutti. È la modificabilità che rappresenta l’imperativo per la costruzione di infrastrutture in grado di durare più a lungo. Tuttavia ancora non vi è un vero accordo sulla definizione di software libero, è un divenire, è una pratica sperimentale, un movimento dove fondamentale è la condivisione del codice sorgente, la fonte gode di una centralità che lascia ai margini i concetti astratti e dove persone si adoperano per migliorare ed adattare il software secondo principi di condivisione e coordinamento e non gerarchia e pianificazione. La conoscenza viene ridisegnata, in quanto nell’Era di internet, dove accedere alle informazioni è semplicissimo, i canali del potere vengono riorientati. Governance e controllo di creazione e di diffusione della conoscenza sono molto cambiate negli ultimi trent’anni, creando problemi circa la validità, la proprietà la legittimità globale della proprietà intellettuale. Il software libero vuole rappresentare la creazione di una collettività che si afferma come controllo sulle altre forme di potere costituito, restando però indipendente da queste, generando una nuova forma di democrazia e di azione politica, libera, accessibile, adattabile e, soprattutto, scelta.
Francesca Peruzzo